MACMa
Museo d'arte contemporanea di Matino
Il museo, ubicato nelle sale del Palazzo Marchesale, nel centro storico di Matino, è stato inaugurato nel 2011 con l’esposizione della ricca collezione di opere di Poesia Visiva, costituita da donazioni da parte di alcuni dei più significativi esponenti nazionali di questa neoavanguardia come Mirella Bentivoglio, da artisti salentini come Vittorio Balsebre ed Enzo Miglietta e da numerose opere donate dagli stessi autori italiani e stranieri.
Inoltre il museo comprende anche la donazione delle opere di Luigi Gabrieli, pittore matinese di talento, maestro di maestri del luogo a cui è dedicato il museo.

Il MACMa è un importante contenitore culturale: organizza anche periodicamente mostre e convegni dedicati a personalità artistiche contemporanee, con l’obiettivo di favorire la conoscenza e la diffusione dei nuovi linguaggi artistici coinvolgendo anche i più giovani grazie a collaborazioni con scuole e università.
Il museo, ubicato nelle sale del Palazzo Marchesale, nel centro storico di Matino, è stato inaugurato nel 2011 con l’esposizione della ricca collezione di opere di Poesia Visiva, costituita da donazioni da parte di alcuni dei più significativi esponenti nazionali di questa neoavanguardia come Mirella Bentivoglio, da artisti salentini come Vittorio Balsebre ed Enzo Miglietta e da numerose opere donate dagli stessi autori italiani e stranieri.
Inoltre il museo comprende anche la donazione delle opere di Luigi Gabrieli, pittore matinese di talento, maestro di maestri del luogo a cui è dedicato il museo.
Il MACMa è un importante contenitore culturale: organizza anche periodicamente mostre e convegni dedicati a personalità artistiche contemporanee, con l’obiettivo di favorire la conoscenza e la diffusione dei nuovi linguaggi artistici coinvolgendo anche i più giovani grazie a collaborazioni con scuole e università.











La collezione
La collezione, che comprende opere della seconda metà Novecento e del primo decennio del XXI secolo – periodo in cui si è sviluppato questo fenomeno in Italia – ne offre una esauriente visione d’insieme.
La poetica sperimentale include al suo interno articolazioni variamente denominate: poesia visiva, poesia concreta, poesia sonora, libri d’artista e documenti vari.
Il percorso espositivo ne segue gli sviluppi significativamente complessi, dedicando una sala a ciascuna delle tendenze più significative che la neoavanguardia ha assunto nel tempo, con risvolti di derivazione futurista, new dada, concettuale e pop.
Gli artisti appartenenti a questa neoavanguardia, infatti, hanno sviluppato percorsi ricchi di contaminazioni che vengono perfettamente rappresentate dalle opere in esposizione permanente nelle sale al primo piano del Palazzo.
Il percorso espositivo
La collezione di Poesia Visiva del MACMa offre una visione d’insieme dello sviluppo di questa neoavanguardia in Italia. È esposta – per scelta curatoriale – solo in parte, per permettere ai visitatori una fruizione museale dinamica. Gli artisti appartenenti a questa corrente hanno sviluppato percorsi ricchi di contaminazioni e sperimentazioni che sono perfettamente rappresentate dalle opere in esposizione al MACMa. L’attuale percorso espositivo si sviluppa in modo circolare e a partire dalla sala omaggio a Luigi Gabrieli – a cui il MACMa è intitolato – rispetta criteri cronologici.

Aprono il percorso opere di autori storici della Poesia Visiva, dai fondatori del Gruppo 70, come Lamberto Pignotti, Michele Perfetti e Lucia Marucci, ad altri autorevoli operatori, inizialmente vicini alla poetica del gruppo, come Emilio Isgrò e Roberto Malaquori
Gruppo 70


Accanto a questi troviamo personalità dal percorso articolato aderenti al Gruppo 63, al Gruppo 70, alla Poesia concreta e a varie sperimentazioni.
Percorso articolato


Dopodiché troviamo esponenti della Nuova Scrittura, corrente che richiama il mondo grafico-pittorico di derivazione orientale. Per poi imbatterci nella scrittura pittorica, nella scrittura-tessitura e in alcune composizioni della filosofia Fluxus, una sorta di cronaca-diario con immagini, notazioni e parole.
Nuova scrittura e filosofia fluxus


Gli altri gruppi


Enzo Miglietta, impegnato nella poesia sperimentale, è fondatore, negli anni Settanta, del Laboratorio di Poesia di Novoli. Il Laboratorio è uno spazio fisico ed ideologico di ricerca frequentato da nomi autorevoli della Poesia Visiva Italiana.
Enzo Miglietta


A conclusione del percorso, nella sala con l’antico altare, è visibile parte della collezione di libri d’artista, oggetti emblematici della poesia – spesso unici o a tiratura limitata – realizzati con materiali vari. Tra questi troviamo libri e copertine d’artista, opere tridimensionali e oggetti, come tele e totem, impreziositi da micro-scrittura.
Libri d'artista

I diversi orientamenti
Tra i diversi orientamenti della Poesia Visiva rientra ad esempio la poesia concreta da cui si sviluppa la poesia ottico-tipografica, che si caratterizza per l’invadenza del verso nell’intero spazio della pagina. Alcuni tra i maggiori esponenti di questa corrente sono Adriano Spatola e Mirella Bentivoglio, entrambi esposti al MACMa.
Intorno agli inizi degli anni Settanta si diffonde anche la corrente della Poesia tecnologica che nasce con il tentativo di sottolineare l’invadenza dei mass-media nella quotidianità.
Nonostante l’appartenenza a diversi orientamenti, che certamente influenzano le opere dei singoli artisti, lo scopo che si prefiggono i poeti visivi è comune: raccontare gli avvenimenti antropologici del tempo negandoli e attribuendo loro un nuovo significato attraverso parole e immagini.
I diversi orientamenti
Tra i diversi orientamenti della Poesia Visiva rientra ad esempio la poesia concreta da cui si sviluppa la poesia ottico-tipografica, che si caratterizza per l’invadenza del verso nell’intero spazio della pagina. Alcuni tra i maggiori esponenti di questa corrente sono Adriano Spatola e Mirella Bentivoglio, entrambi esposti al MACMa.
Intorno agli inizi degli anni Settanta si diffonde anche la corrente della Poesia tecnologica che nasce con il tentativo di sottolineare l’invadenza dei mass-media nella quotidianità.
Nonostante l’appartenenza a diversi orientamenti, che certamente influenzano le opere dei singoli artisti, lo scopo che si prefiggono i poeti visivi è comune: raccontare gli avvenimenti antropologici del tempo negandoli e attribuendo loro un nuovo significato attraverso parole e immagini.
La poesia visiva
La Poesia Visiva nasce in Italia tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi degli anni Sessanta per opera di alcuni autori pionieri della “scrittura” basata su immagini e simboli.
Si tratta di una forma d’arte che ha come obiettivo “disobbedire” alle leggi della composizione classica coniugando l’aspetto statico del libro con quello cinematico del film.
Gli artisti appartenenti a questa corrente hanno sviluppato percorsi ricchi di contaminazioni con risvolti di derivazione futurista, dadaista e concettuale dando vita a opere sperimentali.
I diversi orientamenti
Tra i diversi orientamenti della Poesia Visiva rientra ad esempio la poesia concreta da cui si sviluppa la poesia ottico-tipografica, che si caratterizza per l’invadenza del verso nell’intero spazio della pagina. Alcuni tra i maggiori esponenti di questa corrente sono Adriano Spatola e Mirella Bentivoglio, entrambi esposti al MACMa.
Intorno agli inizi degli anni Settanta si diffonde anche la corrente della Poesia tecnologica che nasce con il tentativo di sottolineare l’invadenza dei mass-media nella quotidianità.
Nonostante l’appartenenza a diversi orientamenti, che certamente influenzano le opere dei singoli artisti, lo scopo che si prefiggono i poeti visivi è comune: raccontare gli avvenimenti antropologici del tempo negandoli e attribuendo loro un nuovo significato attraverso parole e immagini.