Autori
Michele Perfetti
- È uno dei maggiori protagonisti della poesia visiva nella quale opera sin dalle origini; ha fatto parte del Gruppo 70 e del Gruppo della Poesia visiva internazionale e ha partecipato a uno dei momenti di maggior vivacità della cultura italiana del secondo dopoguerra in cui affonda le radici di molti linguaggi della contemporaneità. Importante l’apporto di Perfetti alle avanguardie artistico-letterarie e alle relazioni tra gli artisti italiani e le esperienze più avanzate della cultura internazionale. Come lui stesso ricorda, «la poesia visiva costringe a guardare il mondo con occhi diversi» e l’opera s’interconnette criticamente con i mezzi di comunicazione di massa, assumendone i modelli e il linguaggio, stravolgendone il senso e denunciandone il negativo ruolo sociale. Nelle sue opere – sostiene Valerio Dehò – la frammentazione diventa una riflessione sul vuoto e sulla decantazione, un vuoto che si crea attraverso la corrosione dell’immagine e la sua destrutturazione, nelle quali il lavoro sui margini e sulle fratture evidenzia «ciò che non c’è» in opposizione al troppo pieno visivo della cultura di massa. Michele Perfetti ha insegnato Storia e Filosofia e nella sua lunga carriera didattica è stato preside di licei di Ferrara, città dove vive e lavora. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni ed è presente nelle maggiori esposizioni di poesia sperimentale, tra tutte: la 36ª Biennale di Venezia, l’Istituto di Tella, Buenos Aires, il Stedelijk Museum di Amsterdam, l’Istituto Italiano di Tokio, la XVI Biennale di S. Paolo del Brasile, la XI Quadriennale di Roma. Le sue opere sono conservate in importanti musei di Arte Contemporanea come il Museo Pecci di Prato, il MART di Rovereto, il Museion di Bolzano e il Museo Magi di Pieve di Cento. Si sono occupati di lui alcuni tra i più noti critici di arte contemporanea.
Michele Perfetti
- È uno dei maggiori protagonisti della poesia visiva nella quale opera sin dalle origini; ha fatto parte del Gruppo 70 e del Gruppo della Poesia visiva internazionale e ha partecipato a uno dei momenti di maggior vivacità della cultura italiana del secondo dopoguerra in cui affonda le radici di molti linguaggi della contemporaneità. Importante l’apporto di Perfetti alle avanguardie artistico-letterarie e alle relazioni tra gli artisti italiani e le esperienze più avanzate della cultura internazionale. Come lui stesso ricorda, «la poesia visiva costringe a guardare il mondo con occhi diversi» e l’opera s’interconnette criticamente con i mezzi di comunicazione di massa, assumendone i modelli e il linguaggio, stravolgendone il senso e denunciandone il negativo ruolo sociale. Nelle sue opere – sostiene Valerio Dehò – la frammentazione diventa una riflessione sul vuoto e sulla decantazione, un vuoto che si crea attraverso la corrosione dell’immagine e la sua destrutturazione, nelle quali il lavoro sui margini e sulle fratture evidenzia «ciò che non c’è» in opposizione al troppo pieno visivo della cultura di massa. Michele Perfetti ha insegnato Storia e Filosofia e nella sua lunga carriera didattica è stato preside di licei di Ferrara, città dove vive e lavora. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni ed è presente nelle maggiori esposizioni di poesia sperimentale, tra tutte: la 36ª Biennale di Venezia, l’Istituto di Tella, Buenos Aires, il Stedelijk Museum di Amsterdam, l’Istituto Italiano di Tokio, la XVI Biennale di S. Paolo del Brasile, la XI Quadriennale di Roma. Le sue opere sono conservate in importanti musei di Arte Contemporanea come il Museo Pecci di Prato, il MART di Rovereto, il Museion di Bolzano e il Museo Magi di Pieve di Cento. Si sono occupati di lui alcuni tra i più noti critici di arte contemporanea.