Autori
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.
Luigi Gabrieli
- Luigi Gabrieli, pittore, inventore e innovatore di Matino, appartiene alla seconda generazione di artisti salentini del ‘900. Gabrieli frequenta dapprima la Regia Scuola Artistica Industriale di Lecce, poi si reca a Firenze dove completa gli studi nel 1928. Insegna dal 1929 al 1960, prevalentemente nell’Istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, contribuendo alla formazione di personaggi di notorietà locale e nazionale, tra cui Ercole Pignatelli e Salvatore Esposito. Luigi Gabrieli, con la sua didattica e con la sua arte influì notevolmente sul rinnovamento della cultura salentina, aprendola agli sviluppi della contemporaneità. Gabrieli cercò, con i suoi lavori, di sollecitare al “nuovo” gli artisti dell’epoca, ancora marcatamente influenzati dalla scuola napoletana dell’Ottocento. Nel 1943 rientra in Salento – dopo qualche anno lontano dalla sua terra di origine – ed ha così inizio una nuova fase, forse la più significativa, della sua carriera artistica. Prende parte, infatti, a quel generale moto di rinnovamento delle arti e delle lettere salentine – promosso da artisti che avevano trovato nella loro terra la fonte principale d’ispirazione – che influenzerà notevolmente i suoi lavori. La ricerca pittorica dell’autore, di carattere intimo e privato, ruota principalmente intorno al paesaggio salentino che nel corso degli anni trasmuta, nelle sue opere, da figurativo ad astratto. L’elemento primario nelle tele di Gabrieli è la luce che assume connotazioni differenti, nei paesaggi, a seconda delle stagioni o del mutamento diurno. Proprio per questa loro peculiarità Vittorio Bodini definirà Gabrieli “il più sensibile interprete d’un paesaggio muto e difficile com’è il nostro”.