Autori
Lamberto Pignotti
- Si forma nella città natale, dove l’avvicinamento all’arte è piuttosto precoce anche grazie al padre Ugo, affermato pittore figurativo. Frequentatore assiduo della Biblioteca Nazionale fiorentina, il giovane Lamberto è attratto dalle avanguardie futuriste e dadaiste, che ispirano le sue prime sperimentazioni artistiche nella seconda metà degli anni Quaranta. Dopo il diploma in ragioneria, si iscrive alla facoltà di Scienze Economiche e Commerciali di Firenze, senza tralasciare tuttavia i propri interessi umanistici; frequenta infatti, oltre i corsi di Storia della Lingua di Gianni Nencioni e quelli di Filosofia tenuti da Giulio Preti. Nel 1960 avvia le collaborazioni con il “Paese Sera” e con la rivista “Letteratura”, accompagnate dal premio di poesia Cino Del Duca. La metamorfosi delle produzioni poetiche di Pignotti da lineari a visive si compie tra il 1962 e il 1964 con l’assemblaggio di Una forma di lotta: il volume è la trascrizione di numerose tavole di collage in cui si mescolano elementi figurativi e letterari. Nel 1963 nasce il Gruppo 70, filiazione del Convegno fiorentino organizzato da Pignotti e Miccini sul tema Arte e Comunicazione: al gruppo, che si fonda su poesia visiva e arte tecnologica e in parte rientra nelle poetiche neoavanguardiste, aderiscono anche Luciano Ori, Giuseppe Chiari, Lucia Marcucci, Ketty La Rocca e Antonio Bueno. Autore anche di libri d’artista e di performance, Lamberto Pignotti si dedica, intanto, alla riflessione teorica e all’insegnamento, che svolge presso l’Università di Firenze e presso il DAMS dell’Università di Bologna. Nelle tavole poetico-visive Pignotti fa propri i linguaggi della comunicazione di massa, come nelle serie De Composizione e Visibile Invisibile, in cui gli accostamenti caleidoscopici di ritagli di carta e le scritte si aprono alla visionarietà di una pacifica “guerriglia semiologica”. Vive a Roma.
Lamberto Pignotti
- Si forma nella città natale, dove l’avvicinamento all’arte è piuttosto precoce anche grazie al padre Ugo, affermato pittore figurativo. Frequentatore assiduo della Biblioteca Nazionale fiorentina, il giovane Lamberto è attratto dalle avanguardie futuriste e dadaiste, che ispirano le sue prime sperimentazioni artistiche nella seconda metà degli anni Quaranta. Dopo il diploma in ragioneria, si iscrive alla facoltà di Scienze Economiche e Commerciali di Firenze, senza tralasciare tuttavia i propri interessi umanistici; frequenta infatti, oltre i corsi di Storia della Lingua di Gianni Nencioni e quelli di Filosofia tenuti da Giulio Preti. Nel 1960 avvia le collaborazioni con il “Paese Sera” e con la rivista “Letteratura”, accompagnate dal premio di poesia Cino Del Duca. La metamorfosi delle produzioni poetiche di Pignotti da lineari a visive si compie tra il 1962 e il 1964 con l’assemblaggio di Una forma di lotta: il volume è la trascrizione di numerose tavole di collage in cui si mescolano elementi figurativi e letterari. Nel 1963 nasce il Gruppo 70, filiazione del Convegno fiorentino organizzato da Pignotti e Miccini sul tema Arte e Comunicazione: al gruppo, che si fonda su poesia visiva e arte tecnologica e in parte rientra nelle poetiche neoavanguardiste, aderiscono anche Luciano Ori, Giuseppe Chiari, Lucia Marcucci, Ketty La Rocca e Antonio Bueno. Autore anche di libri d’artista e di performance, Lamberto Pignotti si dedica, intanto, alla riflessione teorica e all’insegnamento, che svolge presso l’Università di Firenze e presso il DAMS dell’Università di Bologna. Nelle tavole poetico-visive Pignotti fa propri i linguaggi della comunicazione di massa, come nelle serie De Composizione e Visibile Invisibile, in cui gli accostamenti caleidoscopici di ritagli di carta e le scritte si aprono alla visionarietà di una pacifica “guerriglia semiologica”. Vive a Roma.