Autori
Chiara Diamantini
- Frequenta il corso di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino e nel 1972 inizia le sue sperimentazioni di poesia visiva con le molteplici possibilità offerte dai libri e dai libri-oggetto. Dalla rilettura dei grandi autori della letteratura (Shakespeare, Leopardi, Nietzsche, Kafka, Eliot, Breton, Proust ecc.) ricava sottotesti che sono – come lei stessa ama definire – «sembianze visionarie», lontane da qualsiasi intenzionalità narrativa. Mirella Bentivoglio le ha attribuito il titolo di librista, produttrice di libri «dove l’immagine non è, come nei libri comuni, una derivazione del testo; ma dove essa, l’immagine, si presenta connaturata al linguaggio verbale, concatenata alla parola con lo stesso valore semantico». Nelle opere in catalogo, Autoritratto da Silhouettes di M. Praz (1994) e Costellazioni (versi dall’Infinito di G. Leopardi) del 2006, dà consistenza visiva ai testi attraverso l’inserimento d’interventi grafici, materici e fotografici. Nel 2009 ha partecipato a Omaggio a Simone Weil presso i Magazzini del Sale, evento collaterale della 53ª Biennale di Venezia, e precedentemente aveva esposto alla Biennale di Venezia del 1978; alla Biennale di San Paolo (1981 e 1994); alla XI Quadriennale di Roma (1986); nel Museum of Modern Art New York (1992); al Museo Guggenheim di Venezia (1994); al Museo Pecci di Prato (2000) e nel Museum of Women in the Arts a Washington (2001 e 2003). Collabora con il Museo Comunale d’Arte Moderna e dell’Informazione di Senigallia, offrendo la sua consulenza artistica, e lavora con Mirella Bentivoglio per l’allestimento di mostre e per la costituzione dell’Archivio di opere relative alla poesia visiva e al libro d’artista. Vive e lavora a Senigallia.
Chiara Diamantini
- Frequenta il corso di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino e nel 1972 inizia le sue sperimentazioni di poesia visiva con le molteplici possibilità offerte dai libri e dai libri-oggetto. Dalla rilettura dei grandi autori della letteratura (Shakespeare, Leopardi, Nietzsche, Kafka, Eliot, Breton, Proust ecc.) ricava sottotesti che sono – come lei stessa ama definire – «sembianze visionarie», lontane da qualsiasi intenzionalità narrativa. Mirella Bentivoglio le ha attribuito il titolo di librista, produttrice di libri «dove l’immagine non è, come nei libri comuni, una derivazione del testo; ma dove essa, l’immagine, si presenta connaturata al linguaggio verbale, concatenata alla parola con lo stesso valore semantico». Nelle opere in catalogo, Autoritratto da Silhouettes di M. Praz (1994) e Costellazioni (versi dall’Infinito di G. Leopardi) del 2006, dà consistenza visiva ai testi attraverso l’inserimento d’interventi grafici, materici e fotografici. Nel 2009 ha partecipato a Omaggio a Simone Weil presso i Magazzini del Sale, evento collaterale della 53ª Biennale di Venezia, e precedentemente aveva esposto alla Biennale di Venezia del 1978; alla Biennale di San Paolo (1981 e 1994); alla XI Quadriennale di Roma (1986); nel Museum of Modern Art New York (1992); al Museo Guggenheim di Venezia (1994); al Museo Pecci di Prato (2000) e nel Museum of Women in the Arts a Washington (2001 e 2003). Collabora con il Museo Comunale d’Arte Moderna e dell’Informazione di Senigallia, offrendo la sua consulenza artistica, e lavora con Mirella Bentivoglio per l’allestimento di mostre e per la costituzione dell’Archivio di opere relative alla poesia visiva e al libro d’artista. Vive e lavora a Senigallia.