Autori
Carlo Marcello Conti
- Carlo Marcello Conti è poeta performer, artista multimediale, poeta visivo e sonoro. Sin dal 1953 manifesta la passione per l'arte copiando dipinti di Braque, Modigliani, Renoir; nel periodo adolescenziale è attratto dalla pittura astratta e frequenta il futurista Mario Dal Monte. Durante i primi anni Sessanta, a Bologna, entra in contatto con vari poeti tra cui: Emilio Villa ed Adriano Spatola, che in quegli anni p direttore di "Bau llu", una rivista di poesia dove, nello stesso periodo, Conti è impiegato come redattore. Al 1967 risale il suo interesse per la Poesia Visiva, la cui ricerca è suddivisa in diverse fasi: Rifili, caratterizzata dal riutilizzo dello sfrido dervante dalle macchine adoperate per la stampa; Piratello; Eccetera, dove inventa segni e lettere che evocano forme comunicative primigenie; Limature, in cui tracce di gomma per cancellare, trucioli di matita e pastelli diventano parte integrante dell'opera; Inseguendo la parola, contraddistinta da collages realizzati con rifiuti industriali, carta e giornali; If you have a way with words, in cui si fondono colore e parole a stampa strappate per mezzo di nastro adesivo; Lo spessore della carta, dove crea "pittosculture" assemblando pasta per fare carta, rifili cartacei e limature. Da oltre trant'anni espone in numerose rassegne, presentando lavori che stimolano tutti i sensi del fruitore lo spingono a ritrovare quegli aspetti ludico-esistenziali persi con lo scorrere del tempo. Poesia del 2008, ad esempio, è una sinestesia verbo-visiva, è una poesia totale che accomuna parola, immagine, suono, materia e colore. Conti vive e lavora in provincia di Udine, dove ha fondato, con la moglie Franca, la casa editrice Campanotto.
Carlo Marcello Conti
- Carlo Marcello Conti è poeta performer, artista multimediale, poeta visivo e sonoro. Sin dal 1953 manifesta la passione per l'arte copiando dipinti di Braque, Modigliani, Renoir; nel periodo adolescenziale è attratto dalla pittura astratta e frequenta il futurista Mario Dal Monte. Durante i primi anni Sessanta, a Bologna, entra in contatto con vari poeti tra cui: Emilio Villa ed Adriano Spatola, che in quegli anni p direttore di "Bau llu", una rivista di poesia dove, nello stesso periodo, Conti è impiegato come redattore. Al 1967 risale il suo interesse per la Poesia Visiva, la cui ricerca è suddivisa in diverse fasi: Rifili, caratterizzata dal riutilizzo dello sfrido dervante dalle macchine adoperate per la stampa; Piratello; Eccetera, dove inventa segni e lettere che evocano forme comunicative primigenie; Limature, in cui tracce di gomma per cancellare, trucioli di matita e pastelli diventano parte integrante dell'opera; Inseguendo la parola, contraddistinta da collages realizzati con rifiuti industriali, carta e giornali; If you have a way with words, in cui si fondono colore e parole a stampa strappate per mezzo di nastro adesivo; Lo spessore della carta, dove crea "pittosculture" assemblando pasta per fare carta, rifili cartacei e limature. Da oltre trant'anni espone in numerose rassegne, presentando lavori che stimolano tutti i sensi del fruitore lo spingono a ritrovare quegli aspetti ludico-esistenziali persi con lo scorrere del tempo. Poesia del 2008, ad esempio, è una sinestesia verbo-visiva, è una poesia totale che accomuna parola, immagine, suono, materia e colore. Conti vive e lavora in provincia di Udine, dove ha fondato, con la moglie Franca, la casa editrice Campanotto.